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Garry Winogrand

1 agosto 2019
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Personalmente sono in vario modo connesso a varie decine di gruppi, blog, pagine community che hanno come oggetto la fotografia: alcuni di questi gruppi riuniscono appassionati di tecnica (molto “nerd” devo dire) mentre altri hanno un’impronta più culturale o artistica.
Ma più o meno tutti attualmente hanno un tratto comune: la “streetphotography”.
Una vera epidemia.

In realtà la street photography è molto più antica di quanto oggi si creda: praticamente è nata quando è nata la fotografia, solamente che non si chiamava così.

Di fronte a questo moltiplicarsi di street photo e di street photographer (veri o presunti) ho deciso di parlarvi oggi di un autore che ha fatto della street photography una vera e propria ragione di vita: Garry Winogrand (New York, 14 gennaio 1928 – Tijuana, 19 marzo 1984).

Insieme a Lee Friedlander (suo grande amico e talvolta compagno di “caccia” fotografica) Winogrand è da considerarsi uno dei veri capostipiti di questo “genere” fotografico.
Erede a pieno titolo di due mostri sacri come Walker Evans e Robert Frank, Winogrand è stato uno degli artisti più prolifici di tutta la storia della fotografia.
Scomparso piuttosto giovane, ci ha lasciato in eredità oltre 5v milioni di fotografie, quasi tutte scattate durante i suoi interminabili pellegrinaggi per le strade di New York.

Armato di un’inguaribile curiosità, Winogrand caricava ogni giorno sulla sua Leica M4 non meno di una dozzina di rullini, usciva di casa e iniziava a scattare forsennatamente qualsiasi cosa attirasse la sua attenzione: uomini, donne, animali, bambini “[…] per me l’essenza della fotografia è catturare un pizzico di realtà (qualunque essa sia) su pellicola. Se poi quell’immagine significa qualcosa per qualcuno, allora tanto meglio”.

Winogrand credeva fondamentalmente che per descrivere uno stato d’animo, in fotografia, bisognasse cogliere l’attimo: amò di conseguenza lo stile di Henri Cartier-Bresson.

Cercava inoltre di mantenere un atteggiamento distaccato rispetto alle sue stesse fotografie e non sviluppava mai un rullino subito dopo averlo scattato: quello che faceva era aspettare mesi prima di portare la pellicola in camera oscura, in modo da non avere nessun ricordo legato alle scene impresse lì sopra e di risultare il più possibile obiettivo e imparziale nei confronti dei suoi stessi scatti.

Durante la sua carriere vinse ben tre Gugghenheim Fellowship Awards (1964, 1969 e 1979) e un National Endowment of the Arts Award (1979).

Tra i suoi portfolio più celebri figurano The Animals (1969), una raccolta di significative immagini scattate allo zoo del Bronx e all’acquario di Coney Island, Women are beautiful (1975), omaggio alla bellezza femminile in luoghi e situazioni differenti, Public relations (1977), in cui dedicò la sua attenzione alla risonanza dei media sulle reazioni della gente, e Fort Worth Fat Stock Show and Rodeo (1980).

Ma cosa possiamo veramente imparare da un grande autore come Winogrand?
Per esempio, le 10 + 1 regole base utili per fare dell’ottima street photography. Eccole:

1. Scattare, scattare, scattare
“Nel dubbio scatta”

2. Non esitare
“Se pensiamo che qualcuno si possa arrabbiare con noi per aver scattato una foto, dobbiamo scattare in ogni caso”

3. Sorridere mentre si scatta
“Comunica e stabilisci un contatto veloce ma personale con le persone che incontri.”

4. Guardare nel mirino mentre si scatta.
Intervistatore “scatta spesso senza usare il mirino? Winogrand: “Non scatto mai senza usare il mirino”

5. Non ritagliare.
Allievo “Nel workshop il ritaglio era escluso, Winogrand ci disse di stampare a pieno formato così che “la qualità del problema visivo sia migliorato”.

6. Staccarsi emotivamente dalle immagini che hai realizzato
“Spesso i fotografi confondono le emozioni con cosa rende grande una foto di strada”

7. Guardare ai grandi fotografi:
Intervistatore: “Guardi molti altri fotografi?” Winogrand: “Sicuramente. Guardo sempre gli altri fotografi”
Intervistatore: Quali fotografi trovi interessanti? Winogrand: “Rapidamente, i primi che mi vengono in mente: Atget, Brassai, Kertész, Weston, Walker Evans, Robert Frank, Bresson.”

8. Focus su forma e contenuto
“Ogni fotografia è una battaglia di forma contro contenuti”

9. Fatevi ispirare da cose al di fuori della fotografia:
Intervistatore: “La tua formazione si è mai ampliata da interessi anche al di la della fotografia?”
Winogrand: “Moltissimo. Lettura e musica e pittura e scultura e altre cose. Si può sempre imparare da qualcun altro con una certa intelligenza”.

10. Amare la vita
“Come street photographers dovremmo sforzarci a scattare fotografie memorabili di persone e della società e di come vediamo il mondo. Ma non dimentichiamo che la fotografia è al secondo posto dopo
vivere la vita.”

ma la cosa più importante è….

11. Non chiamatevi “street photographers”
Dopo tutto, Robert Capa aveva avvertito perfino Henri Cartier-Bresson: “Non dovresti avere un’etichetta di fotografo surrealista. Se la avrai, non avrai nessun incarico. L’etichetta dovrebbe
essere… fotogiornalista”.

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