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Darcy Padilla | Family Love

17 luglio 2019
lady gaga
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Questa settimana cambiamo decisamente registro.

Cosa può esserci all’estremo opposto di una fotografia sfacciata, impudente, immediata e sessualmente esplicita come quella di Terry Richardson, di cui abbiamo recentemente parlato?

Be’, senza alcun dubbio la fotografia di Darcy Padilla (San Francisco, 1965)

Sì, perchè se non vi siete mai commossi fino alle lacrime sfogliando un libro di fotografia, allora non avete mai avuto tra le mani Family Love, uno dei lavori più importanti degli ultimi due decenni in ambito fotogiornalistico: inizialmente concepito come progetto a lungo termine dal titolo The Julie Project, sì è poi ampliato successivamente fino ad essere pubblicato nel 2014 con il titolo Family Love.

Incipit:
“Diario, 28 gennaio 1993. Incontro un nuovo soggetto… la famiglia Fyffe. Jack 20 anni, Julie 18 e la loro figlia Rachel, 8 giorni. Jack e Julie sono sieropositivi. La loro figlia è risultata negativa. Ho fotografato la famiglia nella hall dell’Ambassador perché Jack ha pensato che la loro stanza, che misura solo 3×2,5 metri, fosse troppo caotica. Spero che la prossima settimana potrò fotografarli in camera. E’ incredibile che questa famiglia sia all’Ambassador. Normalmente è un hotel per uomini sieropositivi o transgender.”

Da qui, dalla hall dell’hotel Ambassador San Francisco, per i successivi diciotto anni (sì, 18 anni), dal 1993 al 2010 (e poi ancora per i successivi 4 anni), Darcy ha fotografando la vita di Julie e della sua famiglia, seguendola nella sua disperata lotta contro la droga, la povertà, la malattia, la perdita dei figli, mentre partoriva, mentre riabbracciava suo padre dopo trent’anni e mentre i suoi occhi si chiudevano per sempre.

Diciotto anni di istanti indelebilmente impressi in fotogrammi che mostrano – senza giudizi o facili moralismi – tutto l’universo che una vita può contenere.

“Diario, 21 settembre 2010. È difficile ammettere che spero di vederla prima che muoia. È molto egoista da parte mia. La scorsa settimana mi sono addormentata guardando il suo viso e i suoi occhi che sembravano cercare la morte”

La morte per Julie arriverà infatti pochi giorni dopo, il 27 settembre 2010, a soli trentasei anni.

Accanto a lei ancora una volta Darcy, che le resterà vicina anche dopo la morte mantenendo i contatti con il compagno, Jason, e con Elyssa, l’unica di sei figli lasciati in loro custodia, e continuando a narrare la loro vita.

Le foto, tutte in bianco e nero, inutile dirlo, sono estremamente schiette e taglienti, tanto che talvolta è difficile sostenerne lo sguardo: il caos delle stanze, i bambini sporchi, il corpo malato di Julie, il susseguirsi delle sue disgrazie; e soprattutto gli occhi vitrei di Julie in fin di vita.

Family Love è molto più di un libro di fotografia. Osservando le immagini che lo compongono concetti quali povertà, malattia, dipendenza mostrano la loro realtà più cruda e tangibile e con essa il filo sottile delle contraddizioni che nello specifico li hanno generati e che continuamente e inesorabilmente li alimentano, fino alla fine.

“La storia di Julie Baird e della sua famiglia è complessa: una storia di povertà, AIDS, droghe, case multiple, relazioni, nascite, morti e ricongiungimenti. Concentrandomi sulla lotta di una donna, speravo di dare uno sguardo approfondito ai problemi sociali che circondano lo svantaggio e l’HIV, ma volevo anche creare un ricordo per i figli di Julie della storia della loro madre.” Darcy Padilla

Family Love è acquistabile in edizione inglese e francese (personalmente posseggo quest’ultima, delle Editions de la Martinière). E’ anche possibile vedere l’intero progetto sul sito del World press Photo, in cui le immagini sono arricchite dalle parole dell’autrice che narra la storia di Julie o in un interessante video che vi consiglio di vedere.

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